Sapore di mare
Tessuti leggeri, pelle scoperta e colori schiariti dal sole definiscono il guardaroba più estivo della stagione
Estate.Il tessuto si assottiglia, si muove con il corpo, lascia passare l’aria. I confini diventano meno netti: tra dentro e fuori, tra città e mare, tra abito e costume. È un’estetica immediata, quasi istintiva.Un abito leggero sopra un costume, una camicia aperta, la pelle ancora umida, i capelli asciugati dal vento .Nel 2026, questo modo di vestire ritorna con una nuova naturalezza.I tessuti sono i veri protagonisti. Cotoni sottili, lini morbidi, superfici leggere che non costruiscono ma accompagnano. Gli abiti si indossano senza struttura, seguono il corpo senza definirlo.Il costume smette di essere un capo separato ed entra nel look, e a raccontarlo meglio sono i brand che negli ultimi anni hanno reinventato il genere: Eres, con i suoi tagli sartoriali che valorizzano senza mai costringere, Jade Swim e la sua estetica quiet luxury fatta di triangoli essenziali e nuance naturali, Lido con le linee pulite e la produzione interamente italiana, fino a Hunza G, che con il suo iconico tessuto crinkle asseconda ogni movimento del corpo. Si vede sotto un abito trasparente, si intravede tra i tessuti, diventa parte dello styling quotidiano. Non è più solo per il mare — si sposta, si adatta, si mescola.Anche il colore cambia. I toni sono schiariti, come lavati dal sole: bianco, sabbia, azzurro, rosso leggermente sbiadito. È una palette che non cerca il contrasto, ma la continuità.Nelle collezioni di Missoni e Johanna Ortiz questo linguaggio prende forma attraverso tessuti leggeri e superfici mosse, mentre nelle interpretazioni più essenziali di Melissa Odabash il gesto diventa ancora più semplice, quasi ridotto all’essenziale.